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Fotografie

Il “Muro delle bambole” è un’installazione realizzata nel 2013 nel centro di Milano da Jo Squillo, con l’obiettivo di sensibilizzare al problema della violenza di genere. Le bambole imprigionate nella rete rappresentano la tragica condizione della donna, ancora oggi troppo spesso considerata un oggetto di cui disporre, trattata come un giocattolo da rompere e buttare via quando non serve più.

Nel mio progetto fotografico mi sono interrogata sulla relazione tra quest’opera “urbana” e lo sguardo dei passanti. Come dice l’artista Willem de Kooning, nel mondo “liquido-moderno” il contenuto si riduce a “un’occhiata fugace”: passo velocemente davanti a opere d’arte disseminate ovunque, accumulo esperienze seriali che non faccio in tempo a comprendere, archivio immagini scattate velocemente con lo smartphone e in mezzo alla grande quantità di “ricordi” finisco con non ricordare niente.

Per realizzare questo progetto ho deciso di fare l’esatto contrario: per qualche giorno sono stata a lungo seduta sulla panchina della fermata dell’autobus che si trova davanti al muro, ad aspettare e osservare. M’interessava cogliere la reazione delle persone: quanti passanti avrebbero fatto finta di niente? Quanti avrebbero scattato una banale foto da turista e quanti invece si sarebbero fermati a osservare, leggere, riflettere? Inaspettatamente, ho scoperto che l’ultima categoria è ancora, a distanza di quattro anni dall’installazione, la più numerosa. Sono passate scolaresche, gente del posto, turisti, operai, persone in bicicletta, ma quasi nessuno ha potuto fare a meno di lanciare un’occhiata, avvicinarsi, fare una foto o porre proprio a me una domanda. Ho capito che denunciare le ingiustizie su un muro urbano ha una forza potentissima e che forse è l’unico mezzo che costringe la comunità a interrogarsi su quell’emergenza sociale costituita dal femminicidio. Perché dati come una donna uccisa ogni tre giorni in Italia, se li leggo su un giornale, possono sembrare solo numeri, ma se li trovo a caratteri grandi su un muro del centro – e vedo pure le facce delle vittime, e magari ci vado a sbattere il naso mentre passo per fare shopping o per andare a lavoro – forse mi fanno riflettere.

Queste foto sono state in mostra negli spazi pubblici del Comune di Rozzano (Milano), durante il mese di novembre 2017.